lunedì 16 giugno 2014

1539

La sensazione di essere presa per il culo non mi abbandona.
La sensazione di un qualcosa che dovrei sapere ma che non mi viene detto per compassione, per non smerdarmi, per non farmi sentire una fallita. 
Sono nauseata da me stessa.
Sono nauseata da una cosa che è stata bellissima fino a due settimane fa e adesso vorrei non fosse mai successa.
Come accade?
E queste minchiate della forza del pensiero positivo? 
Io per te ne ho avuti un sacco di pensieri e tutti positivi.. com'è che tu nei miei confronti quegli unici due che hai sono di pena e rifiuto?
Ho cestinato da tempo l'idea del suicidio. Ok, direi anche che questa situazione è comunque lontana anni luce da qualcosa che possa farmi anche sfiorare l'idea.. ma ultimamente mi sono resa conto che il posto del suicidio è stato occupato da un'irrefrenabile voglia di rasarmi a zero. Tagliare, annullare, smettere di esistere, tagliare via l'energia negativa e la tristezza degli ultimi anni accumulatasi nelle punte dei miei capelli.
Se solo servisse a qualcosa.
troppo facile
a me piace vincere facile
ma non vinco 
mai
non vinco neanche difficile.
sfigata.

giovedì 12 giugno 2014

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per me l'estate è quasi peggio delle feste natalizie. Quelle almeno finiscono nel giro di due settimane, mentre qua devi ciucciarti circa 3 mesi di gente con occhi disperati perché "è estate, bisogna stare in giro, bisogna andare alle feste, bisogna divertirsi, bisogna scopare, bisogna andare al mare, bisogna andare in montagna, bisogna fare le cene di pesce, bisogna andare ai concerti". E io invece l'unica cosa di cui ho bisogno è svaccarmi al sole, sorseggiare una birra ghiacciata, leggere un libro e ascoltare della musica. Che triste esistenza la mia! Che felice esistenza la mia! 

mercoledì 11 giugno 2014

couldn't care less.

ricadiamo nella banalità dell'analisi banale.
giunti al punto della resa dei conti con il mio fantomatico amante platonico sono stata accusata di essere melodrammatica. Ma in realtà più che melodrammatica credo di esser stata banale e patetica e ridicola e forzata. Sai quei momenti quando hai troppo da dire, cose che (detta alla 883) quando le hai dentro sembrano grandissime ma poi quando le tiri fuori fanno pena al piscio.
sta di fatto che la mia elaborazione mentale è giunta al fondo dello schifo mediocre producendo quanto segue:

  • o sono tutti dei coglioni (e non generalizziamo, perché generalizzare è da ignoranti e a noi ignoranti non piace essere accusati di ignoranza)
  • o non sono tutti dei coglioni, ma quando hanno a che fare con me diventano dei coglioni (ho sempre creduto di avere l'innata capacità di tirar fuori il peggio dalle persone)
  • o attiro solo dei coglioni
  • o sono attratta solo da dei coglioni.

comunque ci sono sempre dei coglioni in mezzo. d'altronde i coglioni sono fatti per stare in mezzo, in mezzo ai coglioni. coglioni in mezzo ai coglioni. pezzettini di sogni e illusioni in mezzo ai coglioni.

mi sveglio con la vecchia voglia di piangere e la non voglia di vivere. è di nuovo estate e il sole ha soffiato oro sulla mia pelle.. 
e direi che in questa situazione gli apocalyptica come sveglia mattutina non sono di grande aiuto nel contrastare questa (ennesima) delusione.
fuck.

madrugada

ho sognato di scrivere.
su un bellissimo foglio color avorio, con una bellissima scrittura e con disinvoltura. Sentivo la mia mano scivolare sul foglio.
ho guardato  l'interpretazione del sogno che me l'ha decifrato come AGGRESSIONE ANALE.
no be.. bene direi.

venerdì 6 giugno 2014

1405




e se succede il contrario..
bisogna armarsi di pazienza, alcol, droghe, auto ironia, ingoiare lo schifo che ci si ritrova dalle parti della gola e
e poi niente
un giorno smetterò anche di pensarci.
altro giro
altro fallimento.

lunedì 26 maggio 2014

paura

sì, ora passatemi per una facile facilissima profeta del cazzo di cui è pieno il mondo d'oggi.
Certo che a forza di avere quest'alfabetizzazione di massa ci improvvisiamo un po' tutti dei profeti del cazzo.
Arriviamo con le nostre banali e patetiche illuminazioni a mettere in mostra la nostra profondità inesistente. O forse esistente... passatemela.. ho un piccolo, imbarazzante e fastidiosissimo problema micro-circolatorio che mi accomuna a Marx. E quindi l'umore è quello. Solo che mentre Marx scriveva qualcosa che avrebbe influenzato la storia dei secoli a venire, io non scrivo nulla di utile e, ultimamente nemmeno di inutile, a parte la quotidiana e nauseante e ipocrita corrispondenza con i collaboratori.
Comunque tutto ciò per dire che ultimamente sto facendo i conti con la paura.
E l'illuminazione, sullo sfondo del disagio micro-circolatorio, si riassume nella consapevolezza che non tutti sanno amare, mentre tutti, ma proprio tutti tutti sanno aver paura. 
Quindi alla fine perché la meniamo tanto dicendo che la risposta a tutto è l'amore? se alla fine, nella maggior parte dei casi, nemmeno sappiamo come si fa ad amare senza condizioni, senza restrizioni, senza limiti, senza egocentrismo, narcisismo, possessione, paranoia? Mentre invece sappiamo perfettamente come si fa ad avere paura. La paura è molto più naturale dell'amore. L'amore è un sacrificio, bisogna saper amare, bisogna imparare ad amare, bisogna lavorare continuamente perché l'amore si mantenga fresco e bello e si evolva.. mentre la paura si evolve da sola, cambia oggetto (dalla paura del buio passiamo alla paura del nazismo o della morte o della solitudine o della malattia o della guerra o ...) cambia il modo di somatizzare la paura, di gestirla (anche se alla fine non la si gestisce mai..semplicemente si smette di aver paura di un fenomeno per poi aver paura d'altro)... la paura è sempre fresca, ti lascia sempre le ginocchia tremanti, la bocca secca e la tachicardia...
e quindi?
e quindi niente.
la risposta a tutto è la paura. Bisogna farsene una ragione, farci pace ed accoglierla con meno ansia e più naturalezza. 
torno a lavorare.
aloha.   

martedì 13 maggio 2014

rivelazioni.

"E' furbo lui!! Si è intagliato in tempo come si fa ad avere soldi, ha imparato a disegnare uccelli, sole e donne fatte di due curvette e poi è diventato sfondato di soldi" (parlando di Mirò)
"Ma sì dai..pieno di autocommiserazione" (parlando di Bukowski)
"Tiziano Ferro ha scritto alcuni pezzi decenti"
"Lady Gaga ha fatto un pezzo splendido"

e io ho amato questo essere?
che mi regala "Respiro Corto" di Carlotto che..giuro se non fosse per l'ebbrezza di sfiorare il SUO nome scritto con quella calligrafia da buffone sulla prima pagina, l'avrei probabilmente bruciato. Fabio Volo del noir italiano della mia minchia.. non credo di aver letto qualcosa di più finto, falso, scontato, stereotipizzato, idiota, vuoto e superficiale .. "Ma tu questo libro che mi hai regalato l'hai letto? E ti è piaciuto?"
Poi Bukowski fa dell'autocommiserazione a basso costo e invece Carlotto è un figo.

e io ho amato questo essere?

sì.

ma forse in effetti l'ho idealizzato un po' troppo.

Grazie a Carlotto ho aperto gli occhi.