martedì 9 febbraio 2016

9.02.2016


Quando lavoravo al hotel golden eagle avevo questa collega mista tra anarchica, frichettona e trentinazza bigotta. Lavorava il minimo indispensabile per potersi permettere un qualche viaggio e con 500 $ riusciva a girare interi continenti. Non saltava un rainbow festival ed era di un’igiene personale a dir poco dubbia. Era inoltre un capricorno, come la sottoscritta testa di cazzo, di quelli cattivi. Ai tempi io avevo 22-23 anni e lei ne aveva più di 30 credo. Eterna single, eternamente affamata di affetto, eternamente arrabbiata col mondo perché non trova l’uomo giusto. Si sfondava di vino e cannoni e per un periodo siamo andate molto d’accordo, poi ad un certo punto credo che la sua totale assenza di responsabilità mi abbia dato un po’ troppo sui nervi, mi sono licenziata dal golden eagle (non a causa sua, ovviamente), lei è partita per un lungo viaggio e l’ho sempre ritrovata in una qualche serata generalmente sbronza lei e sbronza io in quelle imbarazzanti situazioni in cui hai avuto un’amichevole avventura coinvolgente durata pochi mesi seguita da un totale raffreddamento relazionale. Non succede mica solo con i “partners” (mi sta troppo in culo questa parola, non so come fare…), anzi a me è successo più volte anche con persone con cui non andavo a letto. Salti tra stelle e stalle alla velocità della luce.
Comunque tutto questo per dire che questa S, nonostante avesse più di 30 anni, era ancora un po’ sconvolta dal fatto che dopo i 25 il pms le si è allungato ed acuito. Se prima aveva i coglioni girati il giorno prima, ora aveva i coglioni girati almeno per una settimana prima.
Era una cosa che a me, giovane pulzella di 22 anni, sembrava strana e nel mio, già ai tempi sviluppatissimo cinismo, sostenevo che non fosse questione di età ma di una generale acidità caratteriale di S.
Ora invece mi rendo conto che aveva ragione.
Non so magari succede solo a capricorne teste di cazzo dopo i 25 anni, a me è successo dopo i 27 con il mio caratteristico ritardo nello sviluppo. Sta di fatto che la settimana precedente il ciclo è umanamente ingestibile.
La cosa più buffa è che mi accorgo che il mondo in fondo non è il posto peggiore per vivere solo quando la tempesta ormonale si placa e la mente mi si schiarisce un minimo. Durante la fatale settimana ci provo anche a dirmi che forse è il preciclo, ma riesco sempre a trovare una fila di motivi per cui NON E’ PER IL PRECICLO, E’ PERCHE’ IL MONDO E’ UN POSTO DI MERDA E IO SONO FALLITA E NESSUNO MI VUOLE BENE E SONO TUTTA SOLA E INCOMPRESA E VOGLIO LA MAMMA.
Se penso a me stessa di meno di 24 ore fa, che piangevo in treno come una bambina offesa solo perché qualche volta qualche idiota sfrutta la propria posizione per farmi sentire una merda, mi viene da ridere un sacco. È vero che ognuno di noi, ogni giorno, combatte una battaglia, quindi dovremmo essere tutti un po’ più pazienti e buoni con il prossimo. Chissà il tipo di ieri quale terribile battaglia sta combattendo, forse aveva bisogno di umiliare qualcuno per sentirsi meno inutile. Ognuno ha i propri metodi di sopravvivenza alla battaglia quotidiana. Solo che in alcuni giorni la questione mi lascia indifferente, mentre in questa fottuta settimana precedente il ciclo qualsiasi cosa mi ferisce a morte.
Maledetti ormoni.

lunedì 8 febbraio 2016

autodistruzione galoppante


Io non ho paura di niente. Davvero! Ho solo degli attacchi di panico ingiustificati. Attacchi di panico che mi distruggono l’organismo. Comincio a sentire le ginocchia molli, la tachicardia, l’adrenalina e agisco in maniera incomprensibile a me stessa, prima di tutti.
Ci sarà un cazzo di modo per liberarsene? Divento veramente ingestibile quando comincio ad agitarmi. E gli umani sono degli animali, fiutano la paura. Chi vuole aggredire aggredisce, chi dovrebbe sostenere, sente l’imminente morte dell’anello debole e l’abbandona.
vorrei rinascere struzzocazzo

giovedì 4 febbraio 2016

kafkianissime metamorfosi

sto procedendo con sicurezza, solidità e decisione verso una trasformazione
in quella persona che vorrebbe uccidere con crudeltà e lentezza tutti gli esseri viventi nel raggio di 2 km.

Ho bisogno di trovare uno sfogo a questa mia rabbia, altrimenti esplodo e inondo tutti di pezzettini altamente tossici del mio corpicino denutrito.
cazzodibuddhacazzo.

mercoledì 3 febbraio 2016

eterna presencia


No importa que no te tenga,
no importa que no te vea.
Antes te abrazaba,
antes te miraba,
te buscaba toda,
te quería entera.
Hoy ya no les pido,
ni a manos ni a ojos,
las últimas pruebas.
Estar a mi lado
te pedía antes;
sí, junto a mí, sí,
sí, pero allí fuera.
Y me contentaba
sentir que tus manos,
me daban tus manos,
sentir que a mis ojos
les dabas presencia.
Lo que ahora te pido
es más, mucho más,
que beso o mirada:
es que estés más cerca
de mí mismo, dentro.
Como el viento está
invisible, dando
su vida a la vela.
Como está la luz
quieta, fija, inmóvil,
sirviendo de centro
que nunca vacila
al trémulo cuerpo
de llama que tiembla.
Como está la estrella,
presente y segura,
sin voz y sin tacto,
en el pecho abierto,
sereno, del lago.
Lo que yo te pido
es sólo que seas
alma de mi ánima,
sangre de mi sangre
dentro de las venas.
Es que estés en mí
como el corazón
mío que jamás
veré, tocaré,
y cuyos latidos
no se cansan nunca
de darme mi vida
hasta que me muera.
Como el esqueleto,
el secreto hondo
de mi ser, que sólo
me verá la tierra,
pero que en el mundo
es el que se encarga
de llevar mi peso
de carne y de sueño,
de gozo y de pena
misteriosamente
sin que haya unos ojos
que jamás le vean.
Lo que yo te pido
es que la corpórea
pasajera ausencia
no nos sea olvido,
ni fuga, ni falta:
sino que me sea
posesión total
del alma lejana
eterna presencia.
Pedro Salinas 


pms and foggy days

this is home
Did I mistake the tenderness of your words?
With my open hand on your heart,
My head on your chest.

I said I love you,
You want me to be happy.
Zipping up the moment like a tight pair of jeans.

My friend, we are oceans divided
By the comforts of home,
And the soft curve of loneliness.

I was the one who left
Resolved you would never consider that
You are the point inside where joy begins.





marlene kelly

martedì 2 febbraio 2016

reLoveution

un mio amico che vota quel partito di estrema destra, più a destra della Lega Nord, ha una fidanzata africana.
alla fine l'amore vince qualche volta

lunedì 1 febbraio 2016

nuove frontiere dell'herpes


Arriva il momento in cui i caffè smettono di funzionare. Il mio cervello smette di funzionare e tutta l’energia vitale è concentrata nel tenere aperte le palpebre. Il solco tra le sopraciglia diventa profondo, gli angoli degli occhi si abbassano e arrivano circa alle ginocchia.
Ho sonno. Vivo continuamente avendo sonno. Oggi qua nella già terribile pianura padana è una giornata tra le più uggiose della storia. Stamattina sembrava di viaggiare nel nulla, capitata per caso in un film di Tim Burton. Macchine che si perdono nella nebbia ed è tutto grigio grigio grigio grigissimo. A fianco ho questo essere molto simile ad un goblin che parla per frasi fatte in stile Osho.
Sono di nuovo a rischio herpes. In realtà sono perennemente a rischio herpes, solo che talvolta me ne dimentico. La mia mente partorisce dei scenari apocalittici con gigantesche e mostruose eruzioni di enormi bolle piene di pus e vermi che mi sgorgano dalle labbra. Nella peggiore delle ipotesi i suddetti vermi nuotano nel pus che mi sgorga dalla vagina. Perché c’è anche l’eventualità dell’herpes vaginale trasmesso per via orale. È decisamente vero che l’eventualità è a dir poco remota vista la frequenza, ma visto il principio per cui ci succedono esattamente le cose di cui abbiamo paura, la probabilità di avere uno scenario da Tim Burton in mezzo alle gambe è tutt’altro che inimmaginabile.
No ma a questo punto quasi quasi mi vado a fare un altro caffè a vedere se sono ancora in tempo per rimediare a questa tragedia cosmica.