Su Focus dicono che è molto probabile che tutti i nostri
desideri si avverino in un universo parallelo. La cosa mi fa stare molto
bene... e mi fa sorridere quando penso a tutte le volte che corro a vedere perché ha
suonato il telefono, con il cuore in gola, pregando che per un qualche motivo
ti sia venuta in mente e puntualmente non sei tu... perché in un
universo parallelo l’altra me parallela sorride all’altro te parallelo che le
scrivi tutte le volte che lei vorrebbe che le scrivessi e perché in quell’universo
parallelo quel tu parALlElo ama quella me parallela e sono felici. Siamo felici
insieme in un universo parallelo. Sono felice per questo. Sono felice di sapere
che se tutta la mia vita è vuota e andrà avanti di male in peggio non è
sprecata, perché l’ho passata sognando ed ho creato una vita meravigliosa per
quella me parallela. Vorrei che ne esistesse un’altra però... una che desideri
le cose che poi succedono a me e io sono felice, perché non credo che qualcuno
sano di mente possa desiderare quello che sto vivendo io. io ad esempio l’avevo
desiderato da bambina ed ora lo sto vivendo. Infatti io da bambina non ero sana
di mente. Sì ma ho anche desiderato un sacco di altre cose meravigliose che non
si sono avverate. Ma quanto meno ci sono e forse vivrò ancora per un po’,
invece yko in questo universo sta morendo. Mentre forse in quell’universo
parallelo è guarito. Sì, sicuramente è guarito nell’universo parallelo perché
io sono andata da lui e l’ho guarito e poi forse siamo stati insieme e forse no,
forse ha continuato a vivere felice e miracolato e forse addirittura è tornato
insieme a quella tipa dalla gonna di tulle impossibile da immaginare su una
persona. Voglio credere che in un universo parallelo yko è felice, con
chiunque, ma soprattutto sano e a gennaio andrà in Olanda a studiare. Mi piace
pensarlo. Grazie Focus.
giovedì 19 settembre 2013
lunedì 17 giugno 2013
storia d'amore vera. e supertriste
quello che spiava i libri
nella mia borsa. I giocattoli che i bimbi si invidiano generalmente. Perché non
puoi più spiare i libri nella mia borsa? Perché non vuoi più raccontarmi di
questi scrittori “dal tipico umorismo di ebrei immigrati negli Stati Uniti”? perché
i sogni muoiono prima di prendere forma? Perché i tuoi occhi hanno il colore
del miele amaro della Colchide? Perché i miei invece hanno il colore di veleno
acido, in grado di uccidere anche l’ape regina che voleva portarmi in dono la
corona del tuo cuore?
Io sono la colpa.
martedì 30 aprile 2013
every colour goes where you do
Bere ogni suono da lui emesso, bere la sua voce… entrare nei
suoi occhi, osservare le pellicine intorno alle sue unghie…
Sentire le folate del suo profumo, un profumo che non avevi
mai focalizzato… e poi ti ritorna nel naso, si incastra tra i peli delle narici…
e sorridi e pensi che hai avuto tutti gli uomini che hai puntato, tutti. Prima
o poi li hai avuti e probabilmente lui sarà il primo che non avrai e
probabilmente per la prima volta la tua intuizione ha sbagliato e i suoi bei
modi erano solo i bei modi di una bella persona… sarebbe stato così con
chiunque.
E lo adori… ripensi a te stretta nel tuo ufficio/cubetto ad
assorbire la sua voce altissima, le sue intonazioni, ad ammirare la sua
padronanza della lingua, il suo umorismo…
E sì
It’s good to be in love!!
martedì 23 aprile 2013
true stories
quando hai quasi 26 anni e ti innamori perdutamente e disperatamente (con annesse figure di merda) di un uomo di 34 e lui ti tratta come una bambina.
fuckin' shit. what a damn stupid situation!
e tu vuoi dirgli "ma cazzo non sono una bambina!" e invece ti comporti esattamente come una bambina.
oh sì. questa causa è persa.
god damned!
fuckin' shit. what a damn stupid situation!
e tu vuoi dirgli "ma cazzo non sono una bambina!" e invece ti comporti esattamente come una bambina.
oh sì. questa causa è persa.
god damned!
domenica 21 aprile 2013
strade di città
Ti vorrei cantare a tutti i venti, vorrei chinarmi e
sussurrare alle tue pozzanghere primaverili. Vorrei accarezzare i tuoi
condomini grigi, brutti, con le cipolle infilate nelle calze di nylon sui
balconi, con le pezze azzurre sfilacciate che coprono le tue vergogne. Vorrei stamparmi
contro ogni vetro di ogni appartamento e lasciare le tracce di un bacio al vino
per ogni vecchietta vestita di nero che conta i passanti e parla al figlio
morto. Per ogni mamma che aspetta i bambini a casa mentre si accarezza il segno
dello schiaffo del marito sulla guancia triste. Per ogni papà che svaccato sul
divano bestemmia contro il telegiornale mentre si gratta la pancia.
Vorrei accarezzare i tuoi cani randagi dalle costole
sporgenti che regnano intorno ai bidoni di immondizia sviscerati dai
mendicanti. Vorrei accoglierti nel più caldo abbraccio, tessere una coperta
colorata e avvolgerti, cullarti e coccolarti, amore della mia infanzia, amore
della mia vita… la strada più brutta, più grigia, più crudele della mia città. Il
quartiere dei ladri, nessuno vorrebbe vivere con te. Hanno paura a parlare al
telefono per strada la sera, hanno paura di essere derubati, violentati,
picchiati nel buio dei tuoi vicoli. Viviamo insieme a piccioni malati, ratti
sanissimi, odore di piscio nei portici e siringhe sotto i piedi. Viviamo così e
… oh sì sappiamo amarti. Io so amarti, so amare la tua asimmetria sporca e
quadrata. Hai portato al surrealismo tutto quello che si dice dell’urban trash.
E io ti amo per questo e non voglio colori nuovi per te. Tu sei il ritratto di
me, di quello che ero da bambina, sei quella bambina sola e triste che passava
ore a guardare giù dalla finestra. Hai impresso le tue linee dentro di me, hai
dato forma a quella che sono o forse io ho dato la forma a te.
Tutti i colori e l’armonia della lontana Europa svaniscono
nei ricordi, sembrano un film visto anni fa dopo aver fumato della cannabis. Resti
solo tu con la tua crudeltà. La bruttezza di una bambina che nessuno ama. La solitudine
di una madre che accoglie le siringhe dei figli nel grembo ridotto a brandelli.
Tu sei dentro di me e ti canto con un lamento e ti amo con
profondità. Non troveremo mai la gioia dell’arcobaleno, ci hanno tagliato i
pochi alberi sui marciapiedi. Ma troveremo la pace nella nostra bruttezza. La piccola
bambina che guarda triste dalla finestra del quinto piano e tu.. la via più
brutta del mondo.
giovedì 4 aprile 2013
..ma sicuramente impossibile
Un caffè, due caffè, e il cuore
batte più forte e tu sei sempre più dentro di me. Mi riempio di te, della tua
energia positiva, della tua voce tonante, del tuo essere carino e scorbutico
allo stesso tempo.
Argento nei miei capelli, raggi di
sole e cicatrici lasciate dai sorrisi sul mio viso. E le stesse sensazioni…
forse più mature, più tranquille, più consapevoli del fatto che farai parte
della mia lista di “non proprio belli, ma sicuramente impossibili”. È bello
sapere che esisti. È bello sapere che sono felice di averti incrociato. Tu sei
bello e io divento bella quando penso a te tra le lenzuola, per strada, mentre
guardo il cielo, mentre guardo te… io divento bella per te e divento migliore perché
tu esisti… senza che tu ti accorga di tutto il bene che mi fai..
“lui ha detto ‘ciao’, lei stava già
scegliendo il format delle partecipazioni al matrimonio nella sua mente”.
Una situazione simile. Ridicola. Tenera.
E bella. Perché il mio mondo è più bello ora che ci sei tu e resterà bello
anche quando me ne andrò e tu non ci sarai più nella mia vita, nemmeno così.. di
passaggio, di graffio, di cose non dette e supplicate con gli occhi, di
cuore nei piedi, di respiro mancante, di oggetti che cadevano mentre mi
parlavi, di sogni, rabbia, mani nei capelli a ripensarci…
Sarò più bella ogni volta che mi tornerà
addosso il tuo profumo così persistente e forte da infastidire quasi. Come te. Così
ad alto volume, così spiccato nella tua presenza. Così rumoroso, così un
groviglio di energia.
Adoro te. Così come sei… non proprio bello, ma sicuramente impossibile.
sabato 9 febbraio 2013
cronofago
perdo tempo. perdo i giorni.. non mi domando nemmeno più se è giusto quello che sto facendo alla mia vita. Chissà qual'è stato il grosso sbaglio. Questo mio sempre volere qualcosa di più. Qualcosa di perfettamente perfetto. .. e invece.
Invece sono qua e a 25 anni..bah se raccontassi a qualcuno la mia vita, potrei quasi ispirare delle cose.. se raccontassi la mia vita di adesso a me stessa di 10 - 15 anni fa, probabilmente quella me stessa piccola sarebbe super felice e si addormenterebbe con la gioia di sapere che un giorno diventerà una persona così... probabilmente avrei risparmiato alla piccola me stessa che tutto quello che da fuori potrebbe sembrare poetico o quanto meno pittoresco, poi non è così facile e bello da vivere nella quotidianità.
Rincorro la felicità da un quarto di secolo .. La afferro per qualche istante e poi la perdo. Ovvio, so perfettamente che quella vera, quella che mi ero dipinta con i pennarelli colorati e la lingua tra i denti da piccola..quella dove tutto ..non è che sia proprio comunemente perfetto, anzi, ritenuto imperfetto dalla maggior parte, ma nella mia mente avevo un quadro perfetto della mia piccola felicità.. ed ero convinta che sarebbe arrivata prima o poi.. chissà per quale genere di arroganza avevo deciso di meritarla.. e invece poi...
poi pensavo che a 25 anni sarei già grande.. e di fatto sono grande, solo che al pescivendolo mi hanno chiesto se ho 15 anni. E' bello? Chi se ne importa.. certo il fatto che nessuno mi dà i miei anni è a volte difficile. Nel lavoro soprattutto. Chi mai mi prenderà sul serio? Solo che poi c'è anche l'altra faccia.. che gli altri pensino quello che vogliono, io mi sento deteriorata.. e così stanca di aspettare il famoso colpo di scena. Probabilmente non arriverà più. Ho sprecato i miei colpi di scena. Avevo così tanta fretta di vivere e di amare che un bel giorno mi sono svegliata e ho scoperto di aver bevuto tutte le bottiglie con i sentimenti forti. Sono rimaste solo le mezze emozioni.. qualcosa di lontanamente simile a una radler.
Ho amato e odiato e tradito e sono stata tradita e sono scappata e tornata e sono tornati da me. Ho scritto lettere, pianto, urlato, digiunato, mi sono ubriacata, drogata, tagliata la pelle... ho scritto chilometri di lettere, ho fatto regali, ho sognato, sorriso, ho dato nomi ai miei figli, ho sognato il loro odore..
Ero troppo giovane. Non ero pronta per quelle cose, ma avevo una fretta malata di viverle. E ora resto così... con questo ghigno amaro e disilluso.. con dei legami che mi danno poco... con degli amori di cui vorrei disfarmi.
Tendo a dare la colpa a mia madre. Facile. Certo, tutti i problemi di oggi hanno radici nel lontano ieri ... se solo mi avesse detto "aspetta... tieniti forte il grande sentimento per quel qualcuno di grande".. beh forse quel qualcuno di grande non sarebbe arrivato comunque.. almeno posso dire di essermela goduta.. forse un giorno racconterò le mie mille peripezie a qualche giovincella... chissà. ma io non sono capace di raccontare. nessuno è capace di ascoltarmi. nel profondo.
Bah... sono solo stanca.
Invece sono qua e a 25 anni..bah se raccontassi a qualcuno la mia vita, potrei quasi ispirare delle cose.. se raccontassi la mia vita di adesso a me stessa di 10 - 15 anni fa, probabilmente quella me stessa piccola sarebbe super felice e si addormenterebbe con la gioia di sapere che un giorno diventerà una persona così... probabilmente avrei risparmiato alla piccola me stessa che tutto quello che da fuori potrebbe sembrare poetico o quanto meno pittoresco, poi non è così facile e bello da vivere nella quotidianità.
Rincorro la felicità da un quarto di secolo .. La afferro per qualche istante e poi la perdo. Ovvio, so perfettamente che quella vera, quella che mi ero dipinta con i pennarelli colorati e la lingua tra i denti da piccola..quella dove tutto ..non è che sia proprio comunemente perfetto, anzi, ritenuto imperfetto dalla maggior parte, ma nella mia mente avevo un quadro perfetto della mia piccola felicità.. ed ero convinta che sarebbe arrivata prima o poi.. chissà per quale genere di arroganza avevo deciso di meritarla.. e invece poi...
poi pensavo che a 25 anni sarei già grande.. e di fatto sono grande, solo che al pescivendolo mi hanno chiesto se ho 15 anni. E' bello? Chi se ne importa.. certo il fatto che nessuno mi dà i miei anni è a volte difficile. Nel lavoro soprattutto. Chi mai mi prenderà sul serio? Solo che poi c'è anche l'altra faccia.. che gli altri pensino quello che vogliono, io mi sento deteriorata.. e così stanca di aspettare il famoso colpo di scena. Probabilmente non arriverà più. Ho sprecato i miei colpi di scena. Avevo così tanta fretta di vivere e di amare che un bel giorno mi sono svegliata e ho scoperto di aver bevuto tutte le bottiglie con i sentimenti forti. Sono rimaste solo le mezze emozioni.. qualcosa di lontanamente simile a una radler.
Ho amato e odiato e tradito e sono stata tradita e sono scappata e tornata e sono tornati da me. Ho scritto lettere, pianto, urlato, digiunato, mi sono ubriacata, drogata, tagliata la pelle... ho scritto chilometri di lettere, ho fatto regali, ho sognato, sorriso, ho dato nomi ai miei figli, ho sognato il loro odore..
Ero troppo giovane. Non ero pronta per quelle cose, ma avevo una fretta malata di viverle. E ora resto così... con questo ghigno amaro e disilluso.. con dei legami che mi danno poco... con degli amori di cui vorrei disfarmi.
Tendo a dare la colpa a mia madre. Facile. Certo, tutti i problemi di oggi hanno radici nel lontano ieri ... se solo mi avesse detto "aspetta... tieniti forte il grande sentimento per quel qualcuno di grande".. beh forse quel qualcuno di grande non sarebbe arrivato comunque.. almeno posso dire di essermela goduta.. forse un giorno racconterò le mie mille peripezie a qualche giovincella... chissà. ma io non sono capace di raccontare. nessuno è capace di ascoltarmi. nel profondo.
Bah... sono solo stanca.
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