lunedì 25 agosto 2014

Elizabeth Taylor

Pour youself a drink.
Put on some lipstick.
And pull yourself together.

e lei ne sa.
sia di drink che di lipstick.
io non so molto di lipstick, ma con i drink non scherzo.
è il punto tre. quello di riuscire a tirarsi insieme, mettersi un sorriso di plastica in faccia che mi mette un po' in difficoltà.
arrivare a dover bere uno shot di superalcol prima di andare al lavoro è davvero sgonfiante a livello di fiducia nell'umanità.
ma è solo l'estate che se ne va, che non è mai arrivata, e l'inverno crrrrudo e bisogno di quel tuo bacio sulla schiena.

lunedì 4 agosto 2014

sono una gallina maschio

è un vero peccato che io non sia una blogger che scrive di viaggi. Ne faccio di veramente belli e veramente assurdi e veramente pittoreschi. Incontro persone splendide e persone che sfiorano il surreale. Ma non sono una blogger che parla di propri viaggi quindi amen.
Mentre invece sono una non-blogger che rimane impressionata da una domenica a casa (evento rarissimo negli ultimi tempi). Ieri su Rai5 (l'unico canale che alterno a rai news), ho beccato un pezzo di un documentario sugli uccelli. Maa.. questa cosa che negli uccelli di quasi tutte le razze, gli uomini sono sempre mooolto più belli, più colorati, più piumosi, più brillanti? Cioè.. io ho sempre saputo che negli umani ad esempio, le donne si addobbano dalla notte dei tempi per attrarre un maschio, mentre il maschio anche se non è bello l'importante è che sia bravo a cacciare i cinghiali e difendere la casa dalle incursioni nemiche. Mentre il gentil sesso si pavoneggia (e anche qui, si "pavoneggia", ma i pavoni più fighi sono maschi, hm) per piacere di più.. c'è chi si buca varie parti del corpo, chi si pittura, chi si uccide i piedi con scarpe tutt'altro che ortopediche per avere un piedino piccolo (anche se totalmente deformato), chi si tinge i capelli, chi mette in mostra le tette, chi si uccide di botox, chi si fa le unghie finte con sopra interi giardini esotici... tutto ciò per attrarre quello che caccia il cinghiale. 
Poi arrivano invece i maschietti che quando si fanno la ceretta, si mettono dei gadget per il corpo o si piastrano i capelli noi (le grezze donnacce all'antica) li deridiamo e li chiamiamo metrosessuali (con evidente disprezzo) e diciamo (è un plurale maiestatis, passatemelo) che ci cadono i coglioni a pensare che un uomo possa passare più tempo di noi davanti ad uno specchio. 
Ma è dunque genetico! Cioè sarebbe forse geneticamente normale che noi ragazzine appariamo grige, bigie e palesemente disinteressate all'atto sessuale (negli uccelli è esattamente così) ? 
Io onestamente non passo troppo tempo ad addobbarmi, ma è solo perché sono talmente naturalmente splendida che non ne ho bisogno. Mi depilo ogni tanto e ogni tanto mi lavo e ogni tanto mi sbatto un qualche omelette in faccia, ma più per divertimento che per speranza di magica idratazione. 
Alla fine sono giunta a concludere che sono una femmina perché ho veramente sentito un grido genetico a vedere le oche. Credo il mio cervello abbia delle grossissime somiglianze con quello delle oche, l'unica cosa che mi ci differenzia è la posizione eretta ed il pollice opponibile, mentre sono un maschio perché sono appunto incredibilmente bella (e anche perché nella stagione degli amori tendo a depilarmi di più e quindi a pavoneggiarmi per attrarre il (a questo punto) gentil sesso). 
Magari un giorno che ho dell'ispirazione scriverò invece dell'ultimo e meraviglioso viaggio. 
Ma forse no, perché nel frattempo ne farò un altro.
Ho voglia di tirarmela oggi?
E che gallina sarei altrimenti?

mercoledì 23 luglio 2014

/






















some stories are written in the stars.
my story is written in the scars.
bleeding scars.

dead-cat/free-cat

ho iniziato la mattina con la visione di un gatto morto. Un gatto a strisce rosse. Non avevo mai visto un gatto morto, uccellini, ratti, topi, insetti, qualche cane in autostrada. Ma gatti no. Non mi piacciono molto i gatti, a meno che non siano cresciuti nelle mie mani e non mi facciano drrrr-drrrr addosso.
Sono tornata dalle ferie esattamente una settimana fa e sono già demolita dalla quotidianità. Tutta la carica positiva è deceduta, un po' come il gatto a strisce rosse.
Domani parto verso la Germania per il battesimo di una piccola scimmietta di cui sarò la madrina. Io. Madrina. Di una bambina tedesca con cui probabilmente non avrò mai una lingua in comune. Una bambina il cui zio doveva diventare mio marito, nell'immaginario delle nostre rispettive famiglie, ma visto che noi, i diretti interessati, ci consideravamo fratelli, abbiamo dovuto spezzare il sogno delle nostre madri che nelle fredde sere d'inverno si scaldavano i cuori con sogni delle nostre due famiglie che improvvisamente diventavano una. Il cuore in realtà se lo scaldavano anche con dell'ottimo cognac di produzione biologica che stimolava la loro fantasia. Insomma andato in pezzi il progetto del matrimonio, mi è stato chiesto di fare da madrina alla bambina, che l'ultimo volta che ho visto era ancora nell'utero della mamma. 
Ho sempre adorato partire. Da quando vivo in questo triste posto ho imparato ad adorare la partenza con più veemenza. Ma questa volta non ne ho voglia. Non ho più voglia di niente. Mi sveglio senza voglia di esistere. Mi trascino senza senso in giro per le vie della vita. Sembra tutto finito prima di iniziare. 
Quale guida spirituale potrei essere per una bambina per la quale desidero tutta la felicità del mondo? Quali energie positive potrei trasmetterle? Cosa potrei regalarle della mia personalità che non sia rassegnazione? Io ci proverò promesso. Mi concentrerò sul positivo, ma so già in partenza che non sarà felice. Non perché sono io a benedirla, ma perché è la vita che maledice tutti. Ottimismo? bah. da quattro anni a questa parte la vita mi sta frustando e se all'inizio poteva esserci del sadico da parte sua perché io cercavo di oppormi, ora sembro più il gatto morto di stamattina, un corpo che non reagisce più. Che interesse potrebbe avere la vita a continuare a frustarmi? Voglio dire, non pretendo mica che mi si accarezzi - ne ho perso le speranze. Ma basta botte però!
E con questo spirito andrò a battezzare. Forse. Forse ad essere onesta dovrei abbandonare l'impresa. Ho davvero paura di trasmettere delle brutte cose alla piccola. Ma forse ci sto dando troppo peso. In fondo cos'è il battesimo? Ammesso che io sia un'atea aggressiva e anti-cattolica ritengo il rito del battesimo un avvio alla vita, una concentrazione di energie positive e di migliori auguri per una vita che sta iniziando. E' simbolico il tutto. La mia di madrina aveva meno di 10 anni quando mi ha "avviato alla vita" e la sua presenza spirituale è pari a zero negli ultimi 27 anni, si traduceva generalmente in auguri, non sempre puntuali, e accompagnamento durante lo shopping. ah sì, mi lasciava fumare a casa sua. Quindi forse è vero che non bisogna darci tutto questo peso. Ma in fondo se la bambina che è diventata la mia madrina non dava nessun peso alla cosa, in qualche modo mi avrà trasmesso dell'energia positiva espressa nell'orgoglio di tenermi in braccio, nella solennità del momento, anche solo nel fatto che lei a meno di 10 anni non sapeva ancora nulla della crudeltà del mondo e della vita. E quindi senza augurarmi nulla mi ha augurato il meglio, mi ha trasmesso la sua sicurezza nella purezza del mondo. Beh ha funzionato poco. Nel senso che ci ho creduto, ma per poco. 
Ecco.
Adesso provo a lavorare. E non provo nemmeno a cambiare il mio stato d'animo. Non funziona più.
Con stima.
M

lunedì 21 luglio 2014

Meglio sola che morta.

se devi piangere
se tutto perde senso
piangi
e non cercarne il senso
fracassati il cranio contro gli spigoli della tua tristezza senza nome.
ma smettila di fingere.
non è più IN fingere di essere grande, forte, cinica. Ammetti la dolcezza del tuo dolore. Prova ad essere forte nella tua debolezza.
e dimentica
impara a dimenticare
impara a perdonarti.


era un pezzo che non sperimentavo una dolorosa separazione da molto vicino. La mia ultima risale a 7 anni fa ormai e ora vedere un amico distrutto, rovinato, con occhi gonfi, voce tremante, un misto di rabbia, dolore, incomprensione, impossibilità di accettare, dubbi, domande e doloooore dolore universale dell'abbandono, del sogno spezzato. Dolore del ragazzo che era disposto a fare un corso per fidanzati nonostante la sua intolleranza verso la chiesa, dolore di un ragazzo che dal totale rifiuto di bambini si è visto esplodere un istinto paterno infinito ed inaspettato, dolore di un ragazzo che al posto degli occhi aveva la faccia della sua ragazza sempre stampata in faccia, dolore di un ragazzo che viveva per lei e di lei ma in un modo non morboso o pesante. insomma.. quando si dice : un ragazzo follemente innamorato. E' stato crudelmente mollato, senza particolari spiegazioni, senza tatto, senza.. senza amore. da un giorno all'altro. E lo vedi impazzire. Ti guarda e non ti vede. Gli parli e non ti sente. E ti ricordi il mal di stomaco, il vomito, le lacrime, i chili di tabacco, litri di alcol, la paura di impazzire di notte, il mal di cuore, il fissare il telefono, i messaggi sbronzi e disperati, l'illusione, la speranza, la disillusione, la merda, il senso di solitudine e di infinita infinita tristezza. Te lo ricordi e ti rendi conto che se ultimamente pensavi "ma no, ma avevo 20 anni, non ricapiterà più così, con questa intensità" e invece sì. ricapita con la stessa intensità o forse anche con un'intensità maggiore. E ti rendi conto che forse esiste un angelo che custodisce il tuo cuore dall'essere assassinato. sarà crudele, è vero. Ti illudi e a volte davvero vorresti dare l'anima per poter stare con quel ragazzo di cui non si pronuncia il nome, ma ora a ricordare il dolore ti rendi conto che sarai anche codarda, ma non c'è ragazzo al mondo per cui rischieresti di nuovo di provare lo stesso dolore. Quindi sì, forse in fondo è giusto così. Grazie cinico e pragmatico angelo custode. Tienimi lontano il ragazzo dai capelli d'oro e dalla voce orgasmica. Potrebbe uccidermi. E io voglio vivere. Meglio sola che morta.

°

io non ho problemi con l'alcol.
ho problemi senza l'alcol.

*

ti va di usare una dentiera in due?