Tutti, o quasi, mi ridevano in faccia, domandandomi che cazzo di senso abbia andare a fare il ponte in un posto che posso raggiungere in un'ora di macchina, un posto, tra l'altro, da nonnetti, senza nessun tipo di attrazione, tranne quattro pini e qualche casupola.
giovedì 9 giugno 2022
occupazione russa everywhere
martedì 3 maggio 2022
Bella Achatovna Achmadulina
L'addio
e in ultimo ti dirò:
addio, non vincolarti ad amare.
Sto impazzendo. Od elevandomi
ad un alto livello di follia. Come hai amato? Ti sei bagnato le labbra
con la perdizione. Non importa.
Come hai amato? Mandando in perdizione,
ma in una perdizione così maldestra. Oh, crudeltà del fallimento… non avrai
perdono. Il corpo è vivo,
e vaga, vede il mondo intero,
ma il mio corpo si è svuotato. La tempia ancora opera
una funzione ridotta. Ma mi sono cadute le braccia,
e in piccoli stormi sghembi,
scompaiono odori e suoni.
Прощание
А напоследок я скажу:
прощай, любить не обязуйся.
С ума схожу. Иль восхожу
к высокой степени безумства.Как ты любил? Ты пригубил
погибели. Не в этом дело.
Как ты любил? Ты погубил,
но погубил так неумело.Жестокость промаха… О, нет
тебе прощенья. Живо тело,
и бродит, видит белый свет,
но тело мое опустело.Работу малую висок
еще вершит. Но пали руки,
и стайкою, наискосок,
уходят запахи и звуки.
mercoledì 3 gennaio 2018
sartre e la nausea
La gente mi irrita, mi rende tesa, mi fa sentire fuori luogo, fuori tempo, fuori convenzione. Ho continuamente voglia di scappare, nascondermi, seppellirmi in un luogo buio, dove nessuno mi guarda.
E invece no!
Invece mi vengono a cercare, mi chiedono di andare a bere qualcosa, mi scrivono, mi chiamano, mi propongono costruttive attività da condividere, chiedono la mia opinione sulle cose, si interessano alla mia vita, alla mia salute, al mio stato patrimoniale.
Perché?
Non credo sia difficile vedere quanto non sopporto entrare in contatto con la gente, voglio dire, lo vedi quando una persona non ti guarda negli occhi, riduce le risposte al minimo, si mostra palesemente stanca... eppure tu insisti. INSISTI a voler comunicare. Ma che cazzo di malattia è mai questa? Questa dell'animale sociale... è terribile. E' terribilmente distruttiva per quelli che invece non sono degli animali sociali. Perché bisogna fare le cose insieme? Perché bisogna cercarsi, sopportarsi, accettarsi? Perché mi devo sentire inadeguata se non mi piace stare con la gente? Perché mi devo sentire in colpa quando continuo ad evitare la compagnia delle persone?
Mi si spezza il cuore ogni volta che godo della mia solitudine e qualcuno con forza e allegria la interrompe credendo di farmi un favore. E' insopportabile. Se tu non sei in grado di restare da solo per più di un quarto d'ora, non significa che sono così anch'io. Non mi stai salvando dalla solitudine. Non mi fai compagnia. Mi infastidisci!
Poi penso che sono un'ingrata. Forse arriverà il giorno in cui riuscirò a scacciare tutti dalla mia vita e sarà proprio quello il giorno in cui avrò disperatamente bisogno di qualcuno, chiunque che stia ad ascoltarmi, che riempia lo spazio intorno a me, che mi parli anche di totali minchiate. E questo qualcuno non ci sarà, perché l'avrò paccato almeno 250 volte in precedenza. Ma ora non è che posso mandare giù i pallini di vomito e costringermi a stare con la gente per paura che un giorno potrei aver bisogno di comunicare. Anche perché non è così aritmetica la questione.
Io ho la nausea.
Vorrei potermi permettere il lusso di non parlare con nessuno per 3 mesi almeno.
3 mesi di libertà
sarebbe perfetto
.
lunedì 7 novembre 2016
la tua presenza è come una città
martedì 25 ottobre 2016
il 28
Infatti da un punto di vista spirituale l’uno rappresenta l’unico, cioè l’unicità della divinità; il due non proviene dal raddoppiamento dell’uno, ma dalla sua divisione. Il due divide e rompe l’armonia dell’uno, e il ritorno all’unità si ha con il tre, cioè con il percorso inverso. Fatto che spiega come il tre, il triangolo, la triade, siano espressioni dell’unità. In tutte le tradizioni antiche i Numeri sono sacri, proprio perché permettono di comprendere l’ordine delle cose e le leggi del cosmo.
28 = 2 + 8 = 10 = 1 + 0 = 1; il Numero ventotto è dunque l’espressione dell’unità primordiale. Ma è anche composto di 4 x 7, apparentato alle quattro fasi della luna.
martedì 27 settembre 2016
.i hate humans.
venerdì 24 giugno 2016
mercoledì 1 giugno 2016
il primo giugno dell'anno bisesto
giovedì 31 marzo 2016
rose e rosari
In effetti traggo anche un po' in inganno.
Oggi, ad esempio, sul collo mi ciondola un medaglione con una croce stilizzata in smalto. E' un regalo. Un regalo molto importante per me, realizzato a mano dai ragazzi di strada di un centro di recupero in Georgia. Fatto da ragazzi che ho visto crescere, con cui sono cresciuta. Poteva anche essere una svastica, probabilmente me lo farei comunque ciondolare dal collo periodicamente.
A proposito di svastiche, ho da tempo sviluppato un pensiero parallelo rispetto alle croci. Nel senso che se a me la croce fa nausea nella sua simbologia, per quello che rappresenta, per i danni che ha causato, per lo schifo che fa, per la strumentalizzazione lunga secoli, per le crociate, l'inquisizione, l'umiliazione, gli indios, l'Africa che viene indottrinata per non usare preservativi e morire di aids, per la pedofilia, il riciclaggio di denaro, per costrizioni ortodosse, per aver sventrato, rovesciato, rincoglionito i vangeli, per non praticare quello che predicano, per tutto questo e molto altro, per me la croce è uguale alla svastica... perché se la svastica nella sua simbologia induista/buddhista è un simbolo positivo, smerdato poi dal nazismo, anche la croce è un simbolo positivo di base, ma totalmente smerdato dalle varie correnti del cristianesimo.
Autoassoluzione quindi nel portare la croce nonostante il totale rinnego del cristianesimo: la croce è un bel simbolo, in fondo.
Avevo una compagna all'università che portava imperterrita una borsa (di quelle di stoffa da bancarelle che noi della facoltà di sociologia portavamo in massa, conformandoci all'anticonformismo) con stampe della svastica e non vedeva l'ora di essere canzonata per poter aprire un lungo dibattito sul vero significato del simbolo. La stessa cosa varrebbe per la croce, se non fosse che è molto più socialmente accettata e generalmente non provoca una reazione aggressiva e di conseguenza non si presta come terreno fertile per dibattiti. Uno che indossa una croce, quindi, è automaticamente considerato cristiano praticante e stop, a ognuno le proprie considerazioni personali. Il cristianesimo, nonostante secoli di schifo, è riuscito a farsi accettare dai più, come una condizione tradizionalmente normale. Non condivisa da tutti, ma da tutti rispettata.
Tutto questo per dire che:
Stamattina, nel mio piccolo regno odorante di rose portate dal nostro pittoresco armeno libanese, è capitato un montatore che doveva andare nella nostra officina a smontare qualcosa. Prima che arrivasse il capo officina è passato del tempo e il personaggio mi è rimasto a pindolare davanti al bancone mentre io mi facevo allegramente i miei noiosissimi cazzi. Ad un certo punto, il capo officina è arrivato e si è portato via il montatore, il quale montatore, prima di andarsene, ha detto un "complimenti, per tutto". Io, nella mia vanità di ragazzina, abituata a stare in mezzo alla carestia da figa, ho sorriso con tutti i miei grossi e ormai ingialliti dentoni, pensando che quel "per tutto" fosse rivolto al fatto che la mia attività assomiglia a quella della dea Kali della moderna zona industriale, con un telefono per orecchio, una penna in bocca ed un'elica nel culo.
Smontato lo smontabile, il montatore ritorna per consegnare il badge. Nel gesto di consegna del suddetto badge, mi infila in mano qualcosa che ho visto essere azzurro e subito ho pensato a delle caramelle e invece.
Invece era un rosario azzurro di plastica.
E sсomparve il montatore lasciandomi nel più totale degli sgomenti.
Ecco, sono tutt'ora scossa da tutto questo, ma ora si pone un altro problema: cosa me ne faccio? Voglio dire, nonostante la mia totale assenza di religiosità, un minimo di retaggio ce l'ho ancora e buttare via simboli più o meno sacri mi sembra quanto meno irrispettoso. Cosa faccio? Già sto perseguendo una politica di minimizzazione oggettuale in previsione dell'imminente trasloco. Ok, un rosario non occupa molto spazio, però, un rosario più una cartolina più un peluche più un cd vecchio alla fine fanno volume. Al di là di questo, fosse almeno un oggetto esteticamente bello forse lo terrei, ma è terribile, probabilmente prodotto in Сina da lavoratori sfruttati che hanno maledetto quel Gesù di plastica azzurra. D'altra parte, "dimenticarlo" in treno, ad esempio, mi sembra controproducente perché è un po' come fare del proselitismo non invasivo. Vabbé che uno se non è credente, non è che trova un rosario in treno e inizia istericamente a pregare a cazzo, se invece uno credente lo è già, sicuramente ha in casa svariati rosarietti, magari anche quelli di legno di rosa (che a me piacevano un sacco, li aveva mia madre) o di variopinti cristalli super kitsch. L'ultima volta che sono stata a Roma era un carnevale di rosari, che devo dire, messi tutti insieme e perso ogni significato religioso, sono piacevoli allo sguardo (almeno al mio, che a detta del mio ragazzo, sono come gli indios che impazzivano alla vista di vetri colorati).
ok, mi è diventato un flusso di coscienza questo shock religioso.
vado a produrre.
mercoledì 30 marzo 2016
vertebre compresse
ho sempre odiato festeggiare il mio compleanno perché bisognava dare troppi bacini a tutti e in generale bisognava essere la festeggiata, mi faceva cagare. i concerti di pianoforte erano forse meglio perché anche se avevo tutti gli occhi puntati addosso era solo come dover ingoiare un grosso pezzo di merda, ma poi mi dimenticavo dell'esistenza degli umanoidi intorno.
martedì 29 marzo 2016
girovago
In nessun
luogo
della terra
posso stabilirmi
e sentirmi a casa
nuova
città
in cui mi trovo
mi sento
privo di forze e disadattato
mentre
una volta
mi ci abituavo
come uno straniero
il momento
della creazione, il principio del mondo
della storia e del tempo,
che risultano fin troppo vissute [e dunque corrotte]
vabbè ma mi sa che sono una testa di minchia.
a volte sogno di essere dichiarata pazza ed essere rinchiusa in una stanza dalle pareti morbide con dentro solo i libri. nessuno che si aspetta niente da me, nessuno che crede in me, nessuno che mi chiede conto delle mie azioni, solo le persone che amo che siano felici della mia semplice esistenza e basta. sarebbe figo. ma se l'opzione di farmi dichiarare pazza non è poi così improbabile, l'ostacolo insormontabile mi diventa il fatto che hanno abolito i manicomi.
io invece ho proprio bisogno di sbattere la testa contro delle pareti morbide.
giovedì 24 marzo 2016
march
non riesco davvero a capire come faccio ad essere viva.
ogni volta che scrivo /03 in una data mi stupisco che questo mese possa esistere nella mia vita, mi sembra di vivere al di fuori del tempo per 31 giorni consecutivi ogni anno.
e ogni anno ce la si fa, è solo come trattenere il respiro per un po'.
giovedì 25 febbraio 2016
i sogni son desideri?
sono i sogni
faccio dei sogni che non dovrei fare.
portano male questi sogni.
esiste quella dimensione in cui un bel sogno porta una giornata da incubo.
questo è il caso.
vorrei spaccare i vetri con la testa e mangiarne le schegge.
ce l'ho incastrato dalle parti dell'ombelico, fottuto morfeo.
ho 30 anni, non posso fare ancora i sogni di una ragazzina.
lunedì 8 febbraio 2016
autodistruzione galoppante
lunedì 1 febbraio 2016
nuove frontiere dell'herpes
sabato 15 agosto 2015
viscere.
giovedì 30 luglio 2015
Come perdere lavoro e moroso nel giro di un mese.
martedì 3 febbraio 2015
yoga hangover
La lezione di yoga si svolge in un'ambientazione decisamente ridicola. In una palestra di S. Bonifacio, un insegnante con uno spiccato accento veneto, si è convinto di essere il guru ayurvedico della mia minchia e continua a pronunciare paroline buddhisteggianti (con uno spiccato accento veneto) e invita i partecipanti (dallo spiccato accento veneto) a ripetere con lui il mantra... ecco. Per fortuna a yoga ci vado da sola, perché mi costa veramente una gran fatica non mettermi a ridere e se ci andassi con qualcuno che conosco faremmo sicuramente delle figure di merda di dimensioni epiche. Anche perché questa gente ci crede davvero nella posizione del cane che guarda per terra e in quella del guerriero disteso!
A parte questo: le lezioni di yoga si svolgono dalle 21 alle 22. In realtà la pratica è davvero molto rilassante, non ti fa venire il fiatone, non ti fa accelerare il battito, non ti fa sudare, stancare e soprattutto, alla fine della lezione stiamo distesi al buio a rilassarci in silenzio per 5 minuti. Quindi la cosa non dovrebbe influire sul sonno, se non conciliandolo. Ma non è così: arrivata a casa non riusco a dormire fino alle 3 del mattino. E ieri, non so da quale tasca del mio inconscio, è riaffiorato il mio morosino di quando avevo 14 anni. Dopo un'attenta ricerca su facebook, l'ho trovato. L'ho trovato sposato e con due figli.
Ma ora devo lavorare un po'. Gli sviluppi e le ferite di 13 anni fa le rimandiamo al prossimo post, che probabilmente non scriverò.
lunedì 3 novembre 2014
1041
Come si chiama la sindrome per cui ami una persona, ma riesci ad amarla di più quando non la vedi? Come si chiama la sindrome per cui al telefono riesci ad essere brillante, mentre dal vivo diventi noiosa e rompi coglioni? Quali sono gli esercizi da fare per riuscire ad amare come tutte le persone normali non solo nella mia testa ma anche nei gesti quotidiani della convivenza? Come si fa a rendere i nostri giorni colorati anche dal vivo e non solo nelle rispettive teste?
martedì 9 settembre 2014
nuovi stili d'insonnia
Si dorme.
'Vai via M, mi fai venire i brividi fino al buco del culo.'
Passiamo la notte nel dormiveglia, a lanciarci sguardi semi-addormentati nel buio "ehi, ma non dormi?". Mi rannicchio in mezzo alle sue tenere carni calde, poi ho caldo, soffoco, lui mi abbraccia e profuma di biscotti appena sfornati e tenerezza. Ci allontaniamo, perché dai, domani è lunedì, bisogna alzarsi alle 6, bisogna affrontare la settimana, il lavoro, le persone, il mondo... 20 minuti di sonno e poi ricominciamo questo calvario di emozioni che non finiscono.
Perché non riesco a dormire tranquillamente vicino a te?Sarò mica ancora così profondamente scossa da questo avvenimento magico nella mia vita?
Per quanto durerà ancora questa cosa che anche inconsciamente, anche quando sto morendo di sonno, il mio cervello non mi permette di addormentarmi per poter bere ogni secondo vicino a te?
Quando riuscirò a stabilizzare il mio cervello?
No perché a me serve dormire, soprattutto prima di una settimana di lavoro, soprattutto prima di farmi 3 ore di viaggio, soprattutto prima di vivere.
Poi mi sveglio nel mio letto con lenzuola rosse e federe blu, bella riposata e ringiovanita e fanculo. Sarà anche vero che nelle tue vicinanze non si dorme un cazzo, ma la figata di vedere il tuo musetto di primo mattino va oltre le esigenze di sonno del mio fisico. per ora.
