giovedì 19 settembre 2013

FOCUS



Su Focus dicono che è molto probabile che tutti i nostri desideri si avverino in un universo parallelo. La cosa mi fa stare molto bene... e mi fa sorridere quando penso a tutte le volte che corro a vedere perché ha suonato il telefono, con il cuore in gola, pregando che per un qualche motivo ti sia venuta in mente e  puntualmente non sei tu... perché in un universo parallelo l’altra me parallela sorride all’altro te parallelo che le scrivi tutte le volte che lei vorrebbe che le scrivessi e perché in quell’universo parallelo quel tu parALlElo ama quella me parallela e sono felici. Siamo felici insieme in un universo parallelo. Sono felice per questo. Sono felice di sapere che se tutta la mia vita è vuota e andrà avanti di male in peggio non è sprecata, perché l’ho passata sognando ed ho creato una vita meravigliosa per quella me parallela. Vorrei che ne esistesse un’altra però... una che desideri le cose che poi succedono a me e io sono felice, perché non credo che qualcuno sano di mente possa desiderare quello che sto vivendo io. io ad esempio l’avevo desiderato da bambina ed ora lo sto vivendo. Infatti io da bambina non ero sana di mente. Sì ma ho anche desiderato un sacco di altre cose meravigliose che non si sono avverate. Ma quanto meno ci sono e forse vivrò ancora per un po’, invece yko in questo universo sta morendo. Mentre forse in quell’universo parallelo è guarito. Sì, sicuramente è guarito nell’universo parallelo perché io sono andata da lui e l’ho guarito e poi forse siamo stati insieme e forse no, forse ha continuato a vivere felice e miracolato e forse addirittura è tornato insieme a quella tipa dalla gonna di tulle impossibile da immaginare su una persona. Voglio credere che in un universo parallelo yko è felice, con chiunque, ma soprattutto sano e a gennaio andrà in Olanda a studiare. Mi piace pensarlo. Grazie Focus.

lunedì 17 giugno 2013

storia d'amore vera. e supertriste

quello che spiava i libri nella mia borsa. I giocattoli che i bimbi si invidiano generalmente. Perché non puoi più spiare i libri nella mia borsa? Perché non vuoi più raccontarmi di questi scrittori “dal tipico umorismo di ebrei immigrati negli Stati Uniti”? perché i sogni muoiono prima di prendere forma? Perché i tuoi occhi hanno il colore del miele amaro della Colchide? Perché i miei invece hanno il colore di veleno acido, in grado di uccidere anche l’ape regina che voleva portarmi in dono la corona del tuo cuore?


Io sono la colpa.

martedì 30 aprile 2013

every colour goes where you do


Bere ogni suono da lui emesso, bere la sua voce… entrare nei suoi occhi, osservare le pellicine intorno alle sue unghie…
Sentire le folate del suo profumo, un profumo che non avevi mai focalizzato… e poi ti ritorna nel naso, si incastra tra i peli delle narici… e sorridi e pensi che hai avuto tutti gli uomini che hai puntato, tutti. Prima o poi li hai avuti e probabilmente lui sarà il primo che non avrai e probabilmente per la prima volta la tua intuizione ha sbagliato e i suoi bei modi erano solo i bei modi di una bella persona… sarebbe stato così con chiunque.
E lo adori… ripensi a te stretta nel tuo ufficio/cubetto ad assorbire la sua voce altissima, le sue intonazioni, ad ammirare la sua padronanza della lingua, il suo umorismo…
E     sì
It’s good to be in love!!

martedì 23 aprile 2013

true stories

quando hai quasi 26 anni e ti innamori perdutamente e disperatamente (con annesse figure di merda) di un uomo di 34 e lui ti tratta come una bambina.
fuckin' shit. what a damn stupid situation!
e tu vuoi dirgli "ma cazzo non sono una bambina!" e invece ti comporti esattamente come una bambina.

oh sì. questa causa è persa.
god damned!

domenica 21 aprile 2013

strade di città


Ti vorrei cantare a tutti i venti, vorrei chinarmi e sussurrare alle tue pozzanghere primaverili. Vorrei accarezzare i tuoi condomini grigi, brutti, con le cipolle infilate nelle calze di nylon sui balconi, con le pezze azzurre sfilacciate che coprono le tue vergogne. Vorrei stamparmi contro ogni vetro di ogni appartamento e lasciare le tracce di un bacio al vino per ogni vecchietta vestita di nero che conta i passanti e parla al figlio morto. Per ogni mamma che aspetta i bambini a casa mentre si accarezza il segno dello schiaffo del marito sulla guancia triste. Per ogni papà che svaccato sul divano bestemmia contro il telegiornale mentre si gratta la pancia.
Vorrei accarezzare i tuoi cani randagi dalle costole sporgenti che regnano intorno ai bidoni di immondizia sviscerati dai mendicanti. Vorrei accoglierti nel più caldo abbraccio, tessere una coperta colorata e avvolgerti, cullarti e coccolarti, amore della mia infanzia, amore della mia vita… la strada più brutta, più grigia, più crudele della mia città. Il quartiere dei ladri, nessuno vorrebbe vivere con te. Hanno paura a parlare al telefono per strada la sera, hanno paura di essere derubati, violentati, picchiati nel buio dei tuoi vicoli. Viviamo insieme a piccioni malati, ratti sanissimi, odore di piscio nei portici e siringhe sotto i piedi. Viviamo così e … oh sì sappiamo amarti. Io so amarti, so amare la tua asimmetria sporca e quadrata. Hai portato al surrealismo tutto quello che si dice dell’urban trash. E io ti amo per questo e non voglio colori nuovi per te. Tu sei il ritratto di me, di quello che ero da bambina, sei quella bambina sola e triste che passava ore a guardare giù dalla finestra. Hai impresso le tue linee dentro di me, hai dato forma a quella che sono o forse io ho dato la forma a te.
Tutti i colori e l’armonia della lontana Europa svaniscono nei ricordi, sembrano un film visto anni fa dopo aver fumato della cannabis. Resti solo tu con la tua crudeltà. La bruttezza di una bambina che nessuno ama. La solitudine di una madre che accoglie le siringhe dei figli nel grembo ridotto a brandelli.
Tu sei dentro di me e ti canto con un lamento e ti amo con profondità. Non troveremo mai la gioia dell’arcobaleno, ci hanno tagliato i pochi alberi sui marciapiedi. Ma troveremo la pace nella nostra bruttezza. La piccola bambina che guarda triste dalla finestra del quinto piano e tu.. la via più brutta del mondo.

giovedì 4 aprile 2013

..ma sicuramente impossibile


Un caffè, due caffè, e il cuore batte più forte e tu sei sempre più dentro di me. Mi riempio di te, della tua energia positiva, della tua voce tonante, del tuo essere carino e scorbutico allo stesso tempo.
Argento nei miei capelli, raggi di sole e cicatrici lasciate dai sorrisi sul mio viso. E le stesse sensazioni… forse più mature, più tranquille, più consapevoli del fatto che farai parte della mia lista di “non proprio belli, ma sicuramente impossibili”. È bello sapere che esisti. È bello sapere che sono felice di averti incrociato. Tu sei bello e io divento bella quando penso a te tra le lenzuola, per strada, mentre guardo il cielo, mentre guardo te… io divento bella per te e divento migliore perché tu esisti… senza che tu ti accorga di tutto il bene che mi fai..
“lui ha detto ‘ciao’, lei stava già scegliendo il format delle partecipazioni al matrimonio nella sua mente”.
Una situazione simile. Ridicola. Tenera. E bella. Perché il mio mondo è più bello ora che ci sei tu e resterà bello anche quando me ne andrò e tu non ci sarai più nella mia vita, nemmeno così.. di passaggio, di graffio, di cose non dette e supplicate con gli occhi, di cuore nei piedi, di respiro mancante, di oggetti che cadevano mentre mi parlavi, di sogni, rabbia, mani nei capelli a ripensarci…

Sarò più bella ogni volta che mi tornerà addosso il tuo profumo così persistente e forte da infastidire quasi. Come te. Così ad alto volume, così spiccato nella tua presenza. Così rumoroso, così un groviglio di energia.
Adoro te. Così come sei… non proprio bello, ma sicuramente impossibile.

sabato 9 febbraio 2013

cronofago

perdo tempo. perdo i giorni.. non mi domando nemmeno più se è giusto quello che sto facendo alla mia vita. Chissà qual'è stato il grosso sbaglio. Questo mio sempre volere qualcosa di più. Qualcosa di perfettamente perfetto. .. e invece.
Invece sono qua e a 25 anni..bah se raccontassi a qualcuno la mia vita, potrei quasi ispirare delle cose.. se raccontassi la mia vita di adesso a me stessa di 10 - 15 anni fa, probabilmente quella me stessa piccola sarebbe super felice e si addormenterebbe con la gioia di sapere che un giorno diventerà una persona così... probabilmente avrei risparmiato alla piccola me stessa che tutto quello che da fuori potrebbe sembrare poetico o quanto meno pittoresco, poi non è così facile e bello da vivere nella quotidianità.
Rincorro la felicità da un quarto di secolo .. La afferro per qualche istante e poi la perdo. Ovvio, so perfettamente che quella vera, quella che mi ero dipinta con i pennarelli colorati e la lingua tra i denti da piccola..quella dove tutto ..non è che sia proprio comunemente perfetto, anzi, ritenuto imperfetto dalla maggior parte, ma nella mia mente avevo un quadro perfetto della mia piccola felicità.. ed ero convinta che sarebbe arrivata prima o poi.. chissà per quale genere di arroganza avevo deciso di meritarla.. e invece poi...
poi pensavo che a 25 anni sarei già grande.. e di fatto sono grande, solo che al pescivendolo mi hanno chiesto se ho 15 anni. E' bello? Chi se ne importa.. certo il fatto che nessuno mi dà i miei anni è a volte difficile. Nel lavoro soprattutto. Chi mai mi prenderà sul serio? Solo che poi c'è anche l'altra faccia.. che gli altri pensino quello che vogliono, io mi sento deteriorata.. e così stanca di aspettare il famoso colpo di scena. Probabilmente non arriverà più. Ho sprecato i miei colpi di scena. Avevo così tanta fretta di vivere e di amare che un bel giorno mi sono svegliata e ho scoperto di aver bevuto tutte le bottiglie con i sentimenti forti. Sono rimaste solo le mezze emozioni.. qualcosa di lontanamente simile a una radler.
Ho amato e odiato e tradito e sono stata tradita e sono scappata e tornata e sono tornati da me. Ho scritto lettere, pianto, urlato, digiunato, mi sono ubriacata, drogata, tagliata la pelle... ho scritto chilometri di lettere, ho fatto regali, ho sognato, sorriso, ho dato nomi ai miei figli, ho sognato il loro odore..
Ero troppo giovane. Non ero pronta per quelle cose, ma avevo una fretta malata di viverle. E ora resto così... con questo ghigno amaro e disilluso.. con dei legami che mi danno poco... con degli amori di cui vorrei disfarmi.
Tendo a dare la colpa a mia madre. Facile. Certo, tutti i problemi di oggi hanno radici nel lontano ieri ... se solo mi avesse detto "aspetta... tieniti forte il grande sentimento per quel qualcuno di grande".. beh forse quel qualcuno di grande non sarebbe arrivato comunque.. almeno posso dire di essermela goduta.. forse un giorno racconterò le mie mille peripezie a qualche giovincella... chissà. ma io non sono capace di raccontare. nessuno è capace di ascoltarmi. nel profondo.
Bah... sono solo stanca.