"più conosco
gli uomini e più amo il mio cane"
io più conosco gli
uomini e più amo il ragazzo.
con questo non
vorrei paragonare il mio ragazzo ad un cane, anche perché un cane (anche della
peggior specie killer) lo si può addomesticare/ammaestrare/ammorbidire, mentre
il mio compagno di giochi è peggio di una squadra di capricorni in
preciclo.
Però qua mi guardo
un po' intorno. Intanto vedo che delle persone non ho capito un cazzo e sono
banalissimamente circondata da una falsità totalizzante e lui è l'unico che
trasmette qualcosa che va oltre la massa.
In questi giorni
sono circondata da matrimonianti, da gente che parla di matrimoni, gente che si
sposa, gente che vuole sposarsi. L'ISTAT è molto scettico. E' sicuramente vero
che la statistica è una scienza a dir poco approssimativa, ma ci sarà un motivo
per cui "nove coppie su dieci non si riformerebbero dopo dieci anni (cioè
solo una coppia si risposerebbe)"...
Leggendo qua e là le
varie riflessioni sul tema, uno dei punti principali è che quando sei
innamorato non capisci un cazzo della persona che hai accanto, dopo però
l'innamoramento passa e ti rendi conto che quello che tu avevi in mente in
realtà corrisponde solo vagamente a quello che ti ritrovi nel letto ogni notte.
Io credo di essere
innamorata. Sicuramente meno di una volta, ma anche di più. Nel senso che nel
momento in cui ho capito che la persona con cui ho a che fare non è esattamente
quello che mi ero immaginata mentre mi sgrillettavo, ho capito anche che
quest'altra persona è esattamente quello con cui vorrei andare a dormire tutte
le sere, anche quando sono arrabbiata. Forse fra qualche anno non sarà più
così. Il fatto è che, questi che la spiegano scientificamente sui motivi del fallimento
matrimoniale, dicono anche che quando si è innamorati si tende a trascurare gli
ostacoli pratici e di pensarsi invincibili... si tende a non vedere i problemi
e illudersi di essere più forti della merda che si ha intorno e
(soprattutto) dentro. Io, ad esempio, i problemi logistico-organizzativi
li vedevo in una luce splendente all'inizio. Sembrava tutto facile e anzi, non
vedevo l'ora di superarli. Invece adesso mi sembrano praticamente insuperabili,
forse perché sono da sola a voler combattere contro i mulini a vento. Il passo
successivo è arrivato nel momento in cui mi sono rassegnata alla condizione e
comincio quanto meno a provare ad imparare a vivere alla giornata, senza
pensare al futuro.
Quando ho visto lei
che è esplosa a piangere nel momento in cui è stato dato l'ufficiale annuncio
del suo matrimonio ho pensato che io probabilmente non sarò mai così
innamorata. Poi però penso che non è la forza dell'innamoramento, è che io non
ho mai avuto la fissazione del matrimonio. Non so cosa potrebbe rendermi così
perdutamente felice, forse solo la consapevolezza di avere un piccolo orsetto
ciccione e goffo che si succhia il ditino dentro la mia pancia.
Il fatto è che non
so perché ma, continuo a parlarne. Poi mi sento una merda, il mio orgoglio ne
soffre tantissimo. Non posso mendicare l'amore e le promesse, il mio intestino
ne soffre e mi sveglio con spalle tese e amaro nel cuore.
Comunque, portando la riflessione al di là del
matrimonio come atto legale, superando il problema della separazione, divorzio,
comunione dei beni e patria potestà... ci sarà un modo per tenere insieme una
famiglia senza dover mangiare merda quotidianamente?